L'ASTRALE UNA REALTÀ SOTTILE

 


Di Fulvio Schiavone



L'ASTRALE: UNA REALTÀ SOTTILE 


Nel momento in cui ci addentriamo nel cammino spirituale, soprattutto attraverso la pratica della medianità o le esperienze interiori profonde che ci portano a guardare oltre la superficie delle cose, percepiamo presto una realtà che va oltre i sensi ordinari. Avvertiamo una dimensione sottile, viva e presente, che non si manifesta attraverso la materia tangibile, ma che risuona nella profondità della nostra coscienza. Questo è il primo grande mistero che si apre: la percezione di mondi che esistono al di là della nostra apparente realtà quotidiana. E qui, spesso, sorge una domanda fondamentale: qual è la natura di questi mondi? Come si relazionano con ciò che conosciamo?


Ci viene detto che esiste il mondo astrale, e che esiste il mondo materiale. Molto spesso, questi due concetti vengono presentati come opposti, come due entità separate, in perenne contrasto. Ma se guardiamo più a fondo, se iniziamo a sentire con la sensibilità dell'anima, ci rendiamo conto che ciò che definiamo "astrale" e ciò che chiamiamo "materiale" non sono affatto due mondi opposti, ma piuttosto due stati vibrazionali differenti della stessa sostanza cosmica. Non sono realtà separate, ma diverse manifestazioni di un'unica e medesima sostanza che riempie l'intero universo. La differenza, quindi, non sta nella loro natura intrinseca, ma nella loro frequenza di vibrazione.


Pensate all'energia, a come si manifesta in forme diverse. L'acqua, ad esempio, può essere ghiaccio solido, liquido o vapore gassoso. La sua essenza non cambia, ma la sua densità, la sua vibrazione, le sue manifestazioni sì. Allo stesso modo, la sostanza cosmica fondamentale si manifesta con diverse densità vibrazionali. In questo grande campo energetico che sorregge tutta la vita, la materia rappresenta la forma più densa, quella più strutturata, quella che percepiamo con i nostri sensi fisici. L'astrale, invece, è la sua espressione più sottile, più eterea, più "microcosmica" se vogliamo, ma non per questo meno reale o meno concreta nel suo proprio piano. È come se la materia fosse la manifestazione più solida di un'idea, mentre l'astrale ne fosse l'impronta energetica, il riflesso sottile che conserva la forma e l'essenza.


Ed è qui che entriamo in gioco noi, esseri viventi e coscienti. L'uomo, in quanto tale, si trova in una posizione unica, un punto di incontro privilegiato tra queste due realtà. Siamo incarnati nel corpo fisico, radicati nella materia, ma allo stesso tempo, siamo anima e spirito, presenti e attivi nel campo astrale e oltre. Non siamo legati esclusivamente a una sola dimensione; la nostra essenza abita più piani contemporaneamente, e la nostra coscienza, se allenata, può viaggiare e percepire queste diverse frequenze vibratorie.


Questo ci porta a una comprensione fondamentale riguardo all'interazione tra i piani. Le entità astrali, pur esistendo in un piano vibratorio diverso, hanno un margine di influenza diretto sugli oggetti o sui fenomeni fisici estremamente limitato. Non possono, ad esempio, spostare un oggetto fisico o alterare una legge della fisica terrena con la stessa facilità con cui noi lo facciamo con le nostre mani. Allo stesso modo, noi, nella nostra dimensione fisica, non possiamo alterare le leggi della dimensione astrale. L'unica vera "zona" in cui interagiamo realmente, dove l'influenza reciproca diventa tangibile, è il campo stesso, quel tessuto energetico che sostiene tutto e in cui l'energia e la coscienza si incontrano e si intrecciano.


È importante comprendere che né l'essere umano, né le entità spirituali o astrali, possono infrangere le leggi fondamentali della dimensione a cui non appartengono. Se cerchiamo di muovere un oggetto materiale con la pura intenzione mentale, senza comprendere le leggi della fisica che governano quel piano, falliremo. Allo stesso modo, un'entità astrale che cercasse di manifestarsi fisicamente senza un medium o senza una preparazione adeguata, incontrerebbe delle limitazioni enormi. Il nostro territorio di reale interazione, il punto d'incontro effettivo, è quel campo sottile che collega tutte le dimensioni, dove la nostra coscienza, espansa e allenata, può operare e percepire.


Per questo motivo, quando un sensitivo o un medium parla di "vedere" qualcosa, dobbiamo comprendere che non si tratta di una visione oculare nel senso fisico del termine. Il sensitivo non vede realmente gli oggetti o i fatti del mondo fisico come li vediamo noi con gli occhi del corpo. Ciò che percepisce è la loro corrispondenza astrale, la loro impronta energetica, la loro vibrazione nel campo sottile. Tutto ciò che esiste nella materia ha un riflesso, un'eco, una sorta di impronta energetica nel campo astrale che ne conserva la forma, l'essenza e la qualità vibratoria. Quando un medium "vede" un'entità, in realtà sta entrando in risonanza con il corpo astrale o eterico di quell'entità, percependo la sua essenza vibratoria.


Il medium, in pratica, entra nel campo astrale dell'oggetto, dell'essere o dell'evento che vuole percepire e ne coglie la vibrazione, non attraverso gli occhi del corpo fisico, ma attraverso la consapevolezza dell'anima, attraverso quella sensibilità sottile che è stata allenata o che è naturalmente più sviluppata. È un po' come sintonizzarsi su una specifica frequenza radio. Il medium non "guarda" l'onda radio, ma la "ascolta", la "percepisce" quando la sua apparecchiatura (il suo corpo, la sua coscienza) è sintonizzata sulla frequenza corretta. Questo processo richiede un profondo radicamento interiore, una capacità di silenziare il rumore mentale e di accordarsi con le sottili vibrazioni dell'esistenza. È un lavoro che si svolge nel campo, dove le energie si incontrano, dove la coscienza di chi cerca entra in risonanza con l'energia di ciò che è cercato. E in questo scambio, in questa risonanza, si rivela la profonda interconnessione che lega ogni cosa, dalla materia più densa alla vibrazione più sottile, in un unico, meraviglioso disegno cosmico. Il mondo astrale, quindi, non è un luogo separato da quello fisico, ma una sua dimensione parallela, un riflesso energetico che possiamo imparare a percepire e a comprendere, arricchendo la nostra visione dell'universo e del nostro posto in esso.



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