L’Astrale come Origine della Realtà: dove il Pensiero Diventa Creazione

 


Di Fulvio Schiavone



L’Astrale come Origine della Realtà: dove il Pensiero Diventa Creazione


C'è un punto fondamentale che spesso sfugge quando parliamo del mondo astrale, ed è proprio la sua assoluta vicinanza alla nostra esperienza quotidiana. L'astrale non è un luogo lontano, non è una dimensione remota da raggiungere solo con pratiche complesse o stati di coscienza eccezionali. È una realtà che si manifesta continuamente attraverso di noi, una presenza costante che possiamo percepire se impariamo a rivolgere lo sguardo verso l'interno. Potremmo dire che è sempre presente, sia quando abbiamo gli occhi aperti, immersi nella concretezza del mondo fisico, sia quando li chiudiamo, ma è proprio in quel momento, quando escludiamo la percezione visiva del mondo materiale, che la sua manifestazione diventa più facilmente riconoscibile.


Quando chiudiamo gli occhi, infatti, la realtà fisica smette di occupare il primo piano della nostra attenzione, e ciò che emerge spontaneamente è quella dimensione interiore che siamo abituati a definire "immaginazione". Ma definirla semplicemente così è riduttivo. Quelle che emergono non sono solo immagini che nascono e muoiono confinate "dentro la testa" come un semplice prodotto del cervello. In realtà, quelle immagini, quei colori, quelle forme, quei movimenti, a volte scene intere, sensazioni, presenze, non esistono solo come fenomeno soggettivo. Esse prendono forma, si collocano e agiscono all'interno di un campo più vasto, che possiamo definire il campo astrale. L'astrale non è uno spazio chiuso e solitario, confinato nell'individuo, ma è un livello di realtà diffuso, cosmico, in cui le immagini, le emozioni e le forme-pensiero esistono come strutture reali, seppur sottili e vibratorie.


Ogni volta che pensiamo, ogni volta che visualizziamo qualcosa nella nostra mente, stiamo compiendo un atto di creazione nel campo astrale. Questo è un punto chiave che ritengo fondamentale comprendere fino in fondo. Il pensiero non è un evento neutro né innocuo, non è un semplice rumore mentale che nasce e svanisce senza lasciare traccia. Ogni pensiero è una forma, ogni immagine mentale è una configurazione energetica che prende vita nel campo astrale. In questo senso, noi esseri umani siamo costantemente creatori, anche quando non ne siamo pienamente consapevoli. La nostra attività mentale e immaginativa contribuisce in modo continuo a plasmare l'astrale, a popolarlo di forme-pensiero che hanno una loro coerenza, una loro durata e, soprattutto, una loro influenza.


Ed è proprio qui che il legame tra l'astrale e il materiale diventa evidente, così evidente da essere, in un certo senso, quasi indistinguibile. Tutto ciò che l'uomo ha creato sulla Terra, tutto ciò che crea oggi e che creerà in futuro, nasce prima di tutto come una creazione astrale. Ogni oggetto, ogni opera d'arte, ogni struttura architettonica, ogni tecnologia, ogni forma di organizzazione sociale, è stata prima un'idea, un'immagine, una visione. Prima di diventare materia tangibile, è esistita come possibilità astrale, come forma-pensiero nel campo energetico. Questo significa che la realtà materiale non è altro che la fase finale di un processo che inizia sempre su un piano più sottile. La materia, in questa prospettiva, non è che pensiero condensato, è astrale che ha trovato le condizioni per solidificarsi e manifestarsi nel nostro piano di esistenza.


È vero, non tutte le creazioni astrali che concepiamo diventano immediatamente o mai realtà materiali. Perché ciò accada, è necessario che quella forma-astrale risponda a determinate caratteristiche: deve avere coerenza interna, deve essere ripetuta con sufficiente intensità, deve essere condivisa da un numero sufficiente di coscienze, e soprattutto, deve essere compatibile con le leggi che governano il piano fisico. Moltissime forme-pensiero rimangono confinate nell'astrale, altre si dissolvono rapidamente perché non sostenute da un'energia sufficiente, altre ancora continuano a esistere come potenzialità non manifestate. Ma il principio fondamentale resta sempre lo stesso: il materiale non è separato dall'astrale, ne è una sua prosecuzione, una sua conseguenza, una sua manifestazione su un livello di densità diverso.


Quando comprendiamo questo intreccio, cambia radicalmente il modo in cui guardiamo la realtà che ci circonda. Nulla di ciò che è stato creato dall'essere umano è "solo materiale". Ogni oggetto, ogni edificio, ogni strumento, porta con sé la traccia indelebile del pensiero che lo ha generato, dell'intenzione che lo ha immaginato, dell'immagine astrale che lo ha preceduto. In questo senso, viviamo immersi in una realtà che è costantemente attraversata dall'astrale, anche se nella maggior parte dei casi non ne siamo pienamente consapevoli. Le città, le case, gli strumenti che usiamo, le opere d'arte che ammiriamo, ma anche le strutture sociali, le credenze collettive, i sistemi di valori che ci guidano, sono tutti il risultato di una lunga stratificazione di creazioni astrali che hanno trovato nel tempo una forma stabile e concreta.


Dire che il legame tra astrale e materiale è pressoché indistinguibile non significa negare la differenza tra i piani, ma riconoscere che essi sono intimamente e inestricabilmente intrecciati. L'astrale è il laboratorio invisibile in cui la realtà prende forma prima di apparire ai nostri sensi fisici. È il luogo in cui noi esseri umani, consapevolmente o meno, seminiamo continuamente immagini, pensieri, possibilità, che poi, in un modo o nell'altro, si manifesteranno. Imparare a riconoscere questa dinamica significa assumersi una responsabilità nuova e profonda nei confronti di ciò che pensiamo e immaginiamo, perché ogni atto interiore, ogni visualizzazione, ogni sentimento intenso, è già un atto creativo che impatta sul campo astrale.


Quando chiudiamo gli occhi e osserviamo ciò che emerge nel silenzio interiore, non stiamo fuggendo dalla realtà, né stiamo perdendo tempo in fantasie inutili. Stiamo piuttosto entrando in contatto con una delle sue componenti fondamentali, con il piano energetico che precede e sostiene la manifestazione fisica. L'astrale non è evasione, non è illusione sterile; è una dimensione viva, operante, costantemente all'opera nella costruzione del mondo che percepiamo. Riconoscerlo significa comprendere che la vera essenza delle cose non risiede solo nella loro forma materiale, ma nel processo invisibile che le ha generate e che continua a sostenerle. Ed è proprio in questo spazio sottile, in questo confine sfumato tra pensiero e manifestazione, che noi esseri umani possiamo riscoprire il nostro ruolo fondamentale: quello di ponte consapevole tra i mondi. Un ponte tra l'energia pura e la forma, tra il potenziale illimitato della coscienza e la sua espressione concreta.


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