Il pensiero come vibrazione e il mistero del punto zero


 

Di Fulvio Schiavone


Il pensiero come vibrazione e il mistero del punto zero

Il pensiero, prima ancora di farsi parola, gesto o intenzione, è energia sottile in vibrazione. Non è soltanto un contenuto della mente, ma un campo oscillante, un impulso che nasce dalla coscienza e cerca la sua espressione. Possiamo immaginarlo come un’onda, un movimento che si genera, si espande e poi ritorna alla sua origine.

Se osserviamo questa dinamica attraverso l’immagine di una sinusoide, possiamo scorgere un significato profondo. Al centro dell’oscillazione c’è il punto zero. In quel punto non esiste ancora forma: tutto è potenzialità, carico energetico puro, simile a un seme che racchiude la forza dell’intera pianta prima che germogli. È il momento della genesi del pensiero, il suo istante sorgivo, dove l’energia è totale ma ancora priva di direzione.

Allontanandosi dal punto zero, l’onda comincia a scendere e il pensiero prende forma. Da energia indistinta diventa immagine, parola, intenzione. È la fase in cui l’invisibile si traduce in visibile, in cui ciò che era solo silenzio interiore diventa manifestazione concreta. Il pensiero si condensa, assume contorni, si riveste di materia sottile e si offre al mondo.

Eppure l’onda non si ferma alla sua massima estensione. Come ogni oscillazione, ritorna verso l’origine. La risalita rappresenta la fase in cui la coscienza prende atto del pensiero manifestato, lo riconosce, lo integra. È un momento di ritorno al punto zero, non come annullamento, ma come massima intensità energetica: la parola detta, l’intenzione espressa, tornano a nutrire la sorgente che le ha generate.

Il punto zero diventa allora il crocevia del ciclo. È nascita e ritorno, origine e sintesi. In esso la vibrazione si riconcilia con l’Assoluto e da lì rinasce sotto nuove forme. Ogni pensiero vive questo movimento: dall’informe alla forma, dalla forma all’informe. E in questo ritmo, simile a un respiro cosmico, possiamo intuire che la nostra stessa coscienza non è mai separata dall’universo, ma parte di una vibrazione eterna che non cessa mai di generare e di rigenerarsi.

Se consideriamo il pensiero come vibrazione di una frequenza, allora ne riconosciamo anche l’oscillazione. Attraverso la meditazione possiamo imparare a regolare questa oscillazione, stabilizzandola, affinché la nostra coscienza si muova in modo armonico con se stessa. Quando questo avviene, si crea un flusso interiore che non è più isolato, ma comincia a risuonare con il grande respiro dell’universo: la nostra vibrazione diventa parte della sua vibrazione.

E quando più persone raggiungono uno stato simile, accade qualcosa di straordinario. Per la stessa legge che fa oscillare in sincronia i pendoli posti uno accanto all’altro, anche le coscienze si accordano le une alle altre. Gruppi di meditanti, immersi nella stessa frequenza, finiscono per amplificare la vibrazione comune. Questa forza condivisa non resta chiusa dentro i confini del gruppo, ma si diffonde verso l’esterno, entrando in risonanza con chi, pur non essendo pienamente accordato, porta dentro di sé un’eco di quella stessa frequenza. È come un coro che trascina le voci più deboli fino a intonarsi con la melodia dominante.

In questo modo, la meditazione non è più un atto individuale, ma diventa una possibilità collettiva. La vibrazione del singolo si somma a quella degli altri, creando un’onda capace di far risuonare anche chi è solo parzialmente in ascolto. Ma questo stesso principio vale in entrambe le direzioni. Così come è possibile generare una risonanza orientata al bene, all’armonia e alla compassione, è altrettanto possibile che alcuni si accordino su frequenze opposte: paura, odio, violenza.

La forza che prevale non dipende solo dalla qualità della frequenza, ma anche dalla sua diffusione. Oggi, i mezzi di comunicazione, i social, le notizie che viaggiano rapidamente possono alimentare potenti risonanze collettive. Fake news, manipolazioni e propaganda diventano strumenti che amplificano vibrazioni dissonanti, capaci di coinvolgere masse intere.

Eppure, proprio questa consapevolezza ci invita alla responsabilità. Ogni pensiero, ogni meditazione, ogni intenzione luminosa diventa un atto che contribuisce a rafforzare la frequenza del bene. Non è solo un esercizio personale: è un seme di armonia che, se condiviso, può contagiare coscienze, risuonare in altri cuori e diffondersi come un’onda. Nell’universo della vibrazione, nulla va perduto: tutto contribuisce alla sinfonia più grande.

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