LA BILATERALITA’ STRUTTURALE
Di Fulvio Schiavone
LA BILATERALITA’ STRUTTURALE
Se volgiamo lo sguardo alla straordinaria complessità del mondo naturale terrestre, ci accorgiamo di un dettaglio così onnipresente da passare spesso inosservato alla mente distratta, eppure così fondamentale da nascondere in sé la chiave dell'architettura stessa dell'universo: la bilateralità. Osservando le creature che popolano il nostro pianeta, dall'essere umano agli animali più complessi, notiamo una struttura che si specchia simmetricamente sul lato destro e sul lato sinistro. Possediamo due occhi, due orecchie, due emisferi cerebrali e arti disposti specularmente rispetto a un invisibile asse centrale. Questo asse non è una semplice linea immaginaria tracciata dai biologi, ma rappresenta un vero e proprio "punto zero", un centro di gravità ed equilibrio da cui si dipartono le caratteristiche fisiche e, per profonda risonanza, quelle interiori.
Spesso la scienza ufficiale del Kenoma, intrappolata nella sua rigidità tridimensionale, tende a liquidare questa simmetria come un mero e fortunato adattamento evolutivo, una soluzione meccanica per agevolare il movimento nello spazio fisico. Ma il ricercatore spirituale, colui che indaga le profondità della fisica quantistica e dello gnosticismo, sa bene che la materia non è mai un incidente isolato, bensì la precipitazione densa, la cristallizzazione olografica di leggi energetiche e spirituali infinitamente più vaste e perfette. Se la biologia manifesta questa bilateralità con tanta ostinazione, è perché lo Spirito stesso, nella sua meccanica di interazione con il cosmo, è intimamente strutturato in questo modo. Non stiamo parlando della banale e illusoria dicotomia morale umana tra bene e male, che rappresenterebbe una divisione distruttiva e antitetica, ma di una perfetta e sublime sinergia operativa.
Esattamente come le mani di un grande musicista classico che, pur compiendo movimenti totalmente diversi e indipendenti sulla tastiera o sulle corde, lavorano all'unisono guidate da un unico intento creativo centrale per generare un capolavoro capace di elevare l'anima, così esistono nel nostro campo energetico due grandi "organi" spirituali. Vi è un polo di emissione, l'intenzione attiva che plasma e proietta l'informazione nel mondo, e un polo di ricezione, l'intuizione passiva che ascolta e accoglie le frequenze del cosmo. Entrambi originano da quel punto zero centrale, che è la sede della vera Centratura, dell'Osservatore puro, la Coscienza che dimora nel silenzio e nell'equilibrio assoluto. Questa dinamica affonda le sue radici direttamente nel cuore del Pleroma, la realtà divina originaria e oggettiva, dove l'energia non si manifesta mai in unità isolate o monolitiche, ma emerge sempre attraverso il principio della Sizigia: coppie di forze complementari, emanazioni gemelle che danzano e cooperano in un equilibrio assoluto per generare e sostenere l'intera Creazione.
Questa legge di armonia universale è così pervasiva che si riflette in ogni singola struttura della materia conosciuta, dai livelli macroscopici fino ai mattoni fondamentali della vita biologica. Anche quando l'apparenza tridimensionale sembra sfidare questa regola, come nel caso di alcuni insetti o di organismi particolari, un'analisi più profonda e attenta rivela che l'asse di simmetria e la polarità bilaterale rimangono i principi organizzativi occulti alla base del loro sviluppo, del loro scheletro o del loro sistema neurale. Addirittura scendendo nell'infinitamente piccolo, nell'architettura dei batteri o dei virus, ci scontriamo con la maestosa eleganza del DNA: una doppia elica, due filamenti intrecciati e speculari che ruotano attorno a un vuoto centrale invisibile. Questo ci porta a comprendere che la bilateralità non è altro che la manifestazione tangibile della struttura geometrica primaria dell'energia universale, ovvero il campo toroidale.
Il toroide è la forma pura attraverso cui la forza vitale si espande e si autosostiene nello spazio: un vortice continuo in cui l'energia esce da un polo, si divide allargandosi e rientra nel polo opposto, bilanciando eternamente l'interno e l'esterno, l'alto e il basso. I campi torsionali che permeano il tessuto del cosmo tendono per loro stessa natura a sdoppiarsi e a organizzarsi specularmente, pur mantenendo salda una radice comune e invisibile. E se questa è un'inviolabile legge di armonia dell'universo, una vera e propria meccanica dei fluidi del Campo Astrale, è logicamente inevitabile che essa governi non solo lo sviluppo della vita sulla Terra, ma l'intero, sconfinato cosmo. Qualsiasi forma di vita extraterrestre o intelligenza multidimensionale che solchi le profondità dello spazio, per poter interagire con le dimensioni, calarsi nelle varie densità e manipolare la materia, deve necessariamente conformarsi a questo supremo principio di polarità.
Che abbiano conformazioni fisiche per noi inimmaginabili, il loro sviluppo energetico e i loro veicoli di manifestazione risponderanno sempre a questa stringente esigenza geometrica di simmetria, possedendo poli emissivi e ricettivi disposti attorno a un centro di coscienza immobile e sovrano. La bilateralità non è dunque un limite biologico del nostro mondo confinato, ma è il respiro stesso dell'infinito che si fa materia, la dimostrazione magnifica e oggettiva che ogni creatura, in qualunque angolo remoto della galassia, è un tempio vivente costruito a immagine e somiglianza delle leggi immutabili e perfette dell'universo pleromico.

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