IL CAMPO DELL’ESSERE: UN’UNICA COSCIENZA


 

Di Fulvio Schiavone



IL CAMPO DELL’ESSERE: UN’UNICA COSCIENZA



Quando la coscienza si distacca dalle dinamiche routinarie della materia densa, emerge la configurazione di un infinito Campo energetico, una coscienza collettiva in cui ogni elemento è interconnesso.

Oggi voglio portarvi al centro esatto del nostro cammino evolutivo, in quel punto di assoluta centratura dove i veli dell'illusione tridimensionale si dissolvono per lasciar spazio alla verità più immensa e sconvolgente della creazione: noi siamo tutti uno.


Quando ci fermiamo un istante, distaccando la nostra coscienza dalle attività routinarie della materia densa, e iniziamo a osservare la realtà con gli occhi della Scintilla divina, ci accorgiamo che non esiste alcuna reale separazione tra noi, le guide spirituali, gli altri esseri umani o l'universo intero. Esiste un unico, immenso e infinito Campo, una sola coscienza collettiva in cui tutto è costantemente e indissolubilmente collegato.


Quando parliamo di un'altra entità, sia essa una creatura incarnata che cammina accanto a noi sulla Terra, oppure un'intelligenza disincarnata che ci parla dalle dimensioni sottili dell'astrale oggettivo, in realtà stiamo parlando di noi stessi. Questo accade perché siamo tutti, nessuno escluso, frammenti e parti integranti di questo medesimo e immenso Campo dell'Essere. Il Campo è uno solo, è l'assoluto, ed è il contenitore e il contenuto di ogni cosa. Al suo interno non esistono barriere o scompartimenti stagni: dentro di esso dimorano contemporaneamente la materia densa del Kenoma e le frequenze purissime del Pleroma, ogni creatura visibile e invisibile, ogni oggetto materiale, ogni singolo pensiero formulato da una mente, ogni sogno vissuto nel dormiveglia, ogni idea astratta, ogni emozione e qualsiasi cosa esistente o anche solo minimamente pensabile.


Non c'è limite a ciò che il Campo contiene, poiché al suo interno sono già custodite tutte le infinite combinazioni che con ciascuno di questi elementi si possono fare, immaginare o pensare nell'eterno presente. L'unico vero limite che sperimentiamo nella nostra quotidianità non è dato dalla realtà esterna, ma è unicamente il nostro attuale grado di evoluzione, ovvero la capacità della nostra antenna interiore di sintonizzarsi su queste frequenze superiori e diventarne finalmente consapevole.


Quando camminiamo per le strade o quando ci colleghiamo con le dimensioni superiori, tutto ciò che percepiamo all'esterno di noi non è altro che la percezione di noi stessi in una forma differente. Se osserviamo un fiore, se ascoltiamo una meravigliosa melodia jazz alla chitarra o se incrociamo lo sguardo di un passante, stiamo semplicemente sperimentando un riflesso del Campo che torna a noi attraverso lo specchio della materia. Tuttavia, in questo profondo riconoscimento, dobbiamo stare molto attenti a non cadere nelle trappole dell'ego primordiale e dell'orgoglio umano: non dobbiamo assolutamente pensare di essere Dio nell'accezione antropomorfica del termine, o i creatori assoluti e isolati di tutto ciò che ci circonda. Noi siamo qualcosa di immensamente più vasto e indescrivibile; noi siamo oltre ogni definizione dogmatica, noi siamo la possibilità stessa, la combinazione infinita di tutto ciò che è, e ogni singola Scintilla dell'universo incarna questa medesima e gloriosa realtà. Non ci troviamo affatto all'interno di un universo solipsista,  — ovvero quella corrente filosofica secondo cui l'unico elemento di cui si può accertare l'esistenza è la propria mente cosciente, riducendo l'intera realtà esterna a una pura proiezione illusoria e soggettiva del singolo individuo. — Esiste solo la mente dell'osservatore e tutto il resto è una finta proiezione fantasmagorica; al contrario, questo è l'universo dei tutti, la realtà oggettiva in cui ogni cosa che esiste, si pensa, si immagina o si manifesta possiede la sua dignità e la sua vita autonoma nel Campo Astrale Oggettivo.


All'interno di questa immensa struttura cosmica, vi sono delle leggi perfette e immutabili che governano le diverse funzioni dell'essere e l'efficienza naturale del cosmo. Una di queste leggi stabilisce che la possibilità di accedere a determinate dimensioni superiori o di stabilire un contatto stabile e pulito con intelligenze altre, come le nostre amate guide spirituali, dipende esclusivamente dal nostro grado di maturazione vibrazionale, dal livello di purificazione del nostro Atanor interiore. Eppure, anche quando comunichiamo con queste entità sublimi che ci guidano con immenso amore, stiamo in realtà dialogando con il nostro Sé superiore, con la nostra ottava più alta. Noi siamo la totalità di questo tessuto: siamo noi stessi il nostro vicino di casa, siamo il cantante famoso che ascoltiamo alla radio, siamo il mendicante che incrociamo sul marciapiede, siamo il piccolo insetto che si muove nel cuore della foresta amazzonica e siamo la galassia più lontana ed inesplorata del cosmo. Siamo noi stessi quella precisa cosa, quel frammento di vita, e lo siamo pur mantenendo intatta e sacra la nostra identità e la nostra individuale coscienza terrena.


È proprio questa l'immensità del gioco divino: la nostra coscienza individuale contempla se stessa nel momento esatto in cui contempla un fiore, in cui si lascia attraversare da una musica o in cui osserva lo scorrere del tempo. Che si tratti di un singolo secondo, di un istante impercettibile o di mille anni, noi siamo tutto questo, siamo la contemporaneità dell'essere e ci muoviamo fluidamente all'interno di questo scenario infinito perché noi siamo il Campo, e il Campo semplicemente È.

All'interno di questa visione esofisica, nulla ci è precluso, nulla è nascosto per sempre dietro un velo impenetrabile.


Ogni cosa che esiste è interamente scrutabile, analizzabile, penetrabile dalla nostra indagine medianica e spirituale. Tutta la nostra conoscenza, le nostre intuizioni, le ricerche sulla metafonia e gli studi sulla fisica della coscienza sono già strutturalmente compresi all'interno del Campo. Noi abbiamo un accesso potenziale e totale a tutta la banca dati dell'universo, a ogni verità nascosta, a ogni dubbio che ci tormenta e a ogni certezza che ci scalda il cuore, ma questo accesso si attiva e si materializza solo se ne diventiamo intimamente e profondamente coscienti, se ripuliamo i canali della nostra percezione. Questa straordinaria facoltà non è il privilegio esclusivo di pochi eletti o di maestri ascesi irraggiungibili; l'accesso alla totalità del Campo è alla portata di ogni singola creatura, nessuno escluso, perché ognuno di noi è il Campo stesso che si è incarnato nella materia per osservare se stesso da un punto di vista unico e irripetibile.


In questo viaggio di risveglio materiale e spirituale, le sensazioni e i sentimenti che proviamo giorno dopo giorno non sono semplici reazioni chimiche del nostro cervello biologico, ma sono le spie rivelatrici del nostro stato di sintonizzazione, i veri e propri interruttori quantistici del nostro essere. Entrare dentro se stessi, scendere nella profondità della propria Scintilla e, di conseguenza, espandersi dentro l'immensità del Campo è un'operazione che si compie unicamente attraverso l'ascolto delle sensazioni profonde, che pian piano si raffinano fino a diventare percezioni extra-sensoriali pure. I sentimenti, quando vengono liberati dalle stratificazioni dell'ego e della dualità, si trasformano in amore incondizionato, in quella forza gravitazionale suprema che accoglie e comprende ogni dinamica della manifestazione. In questa ottava superiore, persino la rigida separazione tra ciò che la mente umana definisce bene e ciò che cataloga come male si dissolve: tutto viene riconosciuto come un'espressione di energia in movimento, tutto è amore, tutto richiede accoglienza, profonda compassione e comprensione metafisica.


Bisogna semplicemente imparare ad accogliere ogni frammento della creazione all'interno del proprio cuore, lasciando che le frequenze del cristallo puliscano ogni residuo di giudizio. La totalità dell'universo e la sua immensa, sconfinata conoscenza sono il Campo, e questa consapevolezza unitaria è l'unica cosa di cui dobbiamo essere veramente coscienti nel qui e ora. Non c'è nient'altro da cercare all'esterno, non ci sono date da attendere o miracoli lontani da inseguire: noi siamo già nel tutto, siamo già il compimento di quella volontà divina che unisce la terra al cielo in un abbraccio eterno di pura luce e fratellanza cosmica.

Commenti

  1. Splendido Fulvio ti sei superato con questo articolo ✌️🌈

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  2. Grazie Fulvio, i tuoi testi come sempre sono all' avanguardia, grazie di 💗

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  3. Salve Fulvio, ho letto il post casualmente scorrendo la bacheca (suppongo per via delle amicizie in comune 😉).

    C’è una riflessione che la lettura mi ha suscitato e che vorrei sottoporle: se la nostra Scintilla è già la totalità del Campo e vive già nell'eterno presente, qual è il senso profondo che spinge la coscienza a calarsi nella materia densa? Per quale motivo il Tutto sente l'esigenza di dimenticare se stesso nell'illusione della separazione, per poi affrontare il travaglio della purificazione e risintonizzarsi su ciò che è sempre stato?

    Glielo chiedo perché è una domanda sul senso profondo delle cose che mi pongo spesso anche io, pur senza utilizzare o conoscere nello specifico concetti come Kenoma o Atanor.

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    1. Alla prima domanda sul perchè la coscienza è spinta a calarsi nella materia lo spiego nel mio ultimo articolo di oggi 31.07.26 (uno dei motivi). A quanto pare l'incarnazione ci viene indicata come anime perchè a lungo andare nel mondo dello spirito il nostro corpo astrale si affievolisce perchè è anche materia molto meno densa da quella terrena ma ha una sua consistenza che ci fa essere la nostra identità individuale nell'astrale, ovvero, noi abbiamo una sembianza che si forma sulla terra con la aggregazione delle particelle fisiche che compongono il nostro corpo materiale e queste per la loro natura energetica si strutturano nel corpo astrale, per dirla in parole semplicissime è come se noi sulla terra strutturassimo quello che potremmo dire il nostro corpo nello spirito e nel campo. Ora succede che alcune persone come una che probabilmente conosci molto bene abbiano un corpo astrale ormai strutturato nella sua versione definitiva e la sua incarnazione su questa terra serve solo per acquisire conoscenza, sapienza ed esperienza dell'animo umano perchè destinato a guidare altre anime nel cammino di evoluzione, (ti prego dammi del tu) ecco la risposta alla seconda domanda: per diventare un'anima evoluta bisogna fare nuove esperienze che spesso sono aspetti diversi di esperienze comuni nelle vite precedenti, ad esempio il bere un bicchiere d'acqua può essere vissuto con uno stato d'animo oppure con un altro, sentire l'acqua fredda può darci la sensazione di acqua di sorgente, ma può anche ricordarci un frigorifero ecco che lo stesso gesto assume aspetti diversi pur nella stessa esperienza. Qui si realizza il dimenticare se stessi nell'esistenza terrena perchè se tu ricordi che il bicchiere d'acqua ti ricordava la sorgente fresca ti precludi l'esperienza di vivere il bicchiere d'acqua come uscita dal frigorifero, insomma se hai memoria dell'esperienza precedente non farai esperienza del nuovo aspetto perchè la memoria prevale sul nuovo vissuto. Insomma non è così semplice da spiegare in un commento perchè questo discorso comprenderebbe tante altre cose. La purificazione di per se è l'innalzamento della propria vibrazione nel vivere gli eventi ad un livello superiore al precedente e portarsi a vivere l'esperienza con vibrazioni più alte e più vicine allo spirito che poi vuol dire in armonia con l'universo, questo non prevede assolutamente che vengano considerate sacre ma solo più in armonia con il tutto e le altre anime. Ma ci sarebbero tante altre cose da dire che spero potremo dirci anche in seguito. Grazie per la bellissima domanda.

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    2. Ciao Fulvio, ti ringrazio per la risposta così articolata e per l'invito al 'tu', che ricambio volentieri.

      Il tuo esempio del bicchiere d'acqua rende molto bene l'idea di come il 'dimenticare' serva a vivere l'esperienza presente senza il filtro del passato.

      Mi incuriosisce però un aspetto di questo meccanismo: se nel Campo originario esiste solo l'Eterno Presente, dove non c'è prima né dopo, cosa crea la spinta verso l'evoluzione?
      Ovvero: l'esigenza di 'fare esperienza' per evolvere non presuppone già l'esistenza del Tempo e di una mancanza, concetti che invece nel Campo dovrebbero essere del tutto assenti?
      Ti ringrazio per il tempo e per aver condiviso la tua prospettiva.

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    3. Vedi c'è un grosso errore di fondo nelle parole "il tempo non esiste" ma è un errore di interpretazione e di mancanza di dettagli nella sua spiegazione. Quando si dice che non esiste passato o che non esiste il futuro si fa solo un riferimento se il tempo viene solo visto nella sua descrizione prettamente umana e terrena. In realtà il tempo esiste eccome, quell'eterno presente a cui ti riferisci è la chiave di tutto. Nel campo esiste il passato non come una strada da percorrere come lo Intendiamo qui sulla terra ma come momento della manifestazione dell'esperienza fatta e quando si dice che il futuro non esiste non esiste allo stesso modo del passato come strada da percorrere ma solo come manifestazione dell'esperienza da vivere. Ti spiego con un esempio: se tu hai uno spillo in una mano mentre sei nel campo e immerso nello spirito, se tu pensi di pungere l'altra mano con lo spillo stai percorrendo il futuro nell'esperienza sapendo che se lo farai l'altra mano sentirà la puntura dello spillo, ma questo non vuol dire che tu stai materialmente vivendo il futuro ma stai vivendo l'esperienza che lo spillo ti pungerà se lo spingi sull'altra mano, d'altra parte se tu in un momento precedente non ti fossi mai punto non sapresti che la punta dello spillo ti provocherebbe dolore. Ecco vedi si muove tutto sull'esperienza in questo senso il tempo non esiste, perché l'esperienza vissuta è stata acquisita nel presente in cui ti sei punto per la prima volta e il fatto di pungerti adesso sapendo di farti male si basa sul vissuto precedente, ma non stai prevedendo il futuro ne stai rivivendo il passato stai solo facendo uso della tua consapevolezza acquisita. Non so se sono stato chiaro ma sono sempre disponibile ad approfondire.

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