CAMPO ASTRALE E CAMPO ONIRICO

 



Di Fulvio Schiavone


CAMPO ASTRALE E CAMPO ONIRICO


L’esplorazione dei confini della realtà e la pratica del viaggio astrale rappresentano una delle frontiere più affascinanti e, al contempo, più fraintese della ricerca spirituale contemporanea, poiché la questione fondamentale risiede interamente nella consapevolezza della coscienza e nella specifica natura della dimensione che essa si trova ad abitare. Per approcciarsi correttamente a questo studio, è necessario prima di tutto comprendere la struttura dell’universo inteso come un Campo totale, una trama infinita che si estende attraverso tutte le dimensioni possibili e che si suddivide in una serie di strati o suddivisioni che si distinguono per funzioni, densità e stati vibrazionali. All’interno di questa architettura complessa, è vitale operare una distinzione netta e definitiva tra due regni spesso confusi tra loro: il Campo Astrale e il Campo Onirico. Il Campo Astrale costituisce una realtà oggettiva e indipendente dall’essere umano; esso comprende tutte le dimensioni astrali e le innumerevoli creature che le popolano, luoghi e forme di vita intelligente dotate di una propria autocoscienza sovrana. Queste entità vivono la loro esistenza astrale in modo del tutto autonomo, a prescindere dal fatto che l’uomo le percepisca, le pensi o le visiti. Per comprendere la portata di questa verità, si può paragonare la popolazione astrale alla popolazione di una nazione lontana, come quella cinese: miliardi di individui conducono le proprie vite, agiscono e pensano indipendentemente dalla nostra esistenza o dalla nostra consapevolezza del loro mondo, ed esattamente in questo modo funziona il Campo Astrale, una dimensione che sussiste per se stessa e che possiede una propria ontologia granitica.

Questa indipendenza è proprio ciò che separa il Campo Astrale dal Campo Onirico, il quale invece possiede una natura puramente dipendente. Il Campo Onirico esiste solo ed esclusivamente perché l’essere umano esiste; in termini assoluti, se l’umanità non calpestasse il piano della manifestazione, il Campo Onirico non avrebbe ragione d’essere, mentre il Campo Astrale continuerebbe a prosperare poiché prescinde totalmente dalla funzione e dall’esistenza della razza umana. Il Campo Onirico è una produzione diretta, un’emanazione e una creazione degli esseri umani che si manifesta durante l’attività del sogno o lo stato di sonno; ne consegue che, se un uomo non sogna, per lui il Campo Onirico semplicemente non ha alcuna consistenza. Per illustrare questa dinamica con chiarezza cristallina, si immagini un mondo abitato da un solo essere umano: in tale scenario, il Campo Onirico sarebbe formato e strutturato esclusivamente dalle proiezioni, dalle paure e dai desideri di quell’unico individuo, e ogni creatura o luogo incontrato in quello spazio sarebbe soltanto una sua creazione soggettiva, priva di vita propria. Al contrario, in quello stesso mondo, il Campo Astrale esisterebbe come dimensione a sé stante, con i suoi regni e le sue creature reali, incurante della presenza di uno o di mille esseri umani. Se però su quella stessa terra comparissero altri individui, ad esempio due o tre sognatori, il Campo Onirico collettivo inizierebbe a strutturarsi attraverso la fusione degli elementi creati da ognuno di loro; il sogno di un individuo inizierebbe a muoversi e a sovrapporsi sulle proiezioni degli altri, dando vita a quella trama condivisa che diventa il Campo Onirico comune.

Questa distinzione è cruciale per comprendere come mai gran parte delle esperienze comunemente definite viaggi astrali siano in realtà esperienze confinate nel Campo Onirico. Molti ricercatori utilizzano tecniche che, pur essendo efficaci nel produrre fenomeni di lucidità, non permettono di varcare la soglia della proiezione mentale, limitandosi a far navigare la coscienza all'interno delle proprie emanazioni oniriche o di quelle collettive, senza mai approdare alla realtà oggettiva dell'astrale. Sebbene i due campi possano talvolta interagire, è fondamentale notare che tale interazione è regolata da una gerarchia vibrazionale precisa: è il Campo Astrale che può interagire con il Campo Onirico, penetrandovi con le sue creature o le sue strutture, proprio perché l’astrale è un piano più vasto e onnicomprensivo che contiene potenzialmente ciò che vibra al di sotto di esso. Tuttavia, non è mai possibile il contrario: il Campo Onirico non ha la facoltà di entrare nel Campo Astrale, e tutto ciò che si manifesta autenticamente nelle dimensioni astrali non trae mai origine dalle proiezioni del sogno umano. Questo fenomeno risponde a un principio universale di ascesa e discesa, secondo cui le entità dei mondi superiori hanno il potere di scendere verso i mondi inferiori per incontrare o assistere le coscienze che vi risiedono, mentre alle entità dei mondi inferiori o dei piani di proiezione soggettiva, come il basso astrale o l’onirico, è preclusa la possibilità di accedere autonomamente ai mondi superiori o alle dimensioni di luce pura.

L’astrale può dunque manifestarsi nell’onirico, portando informazioni e presenze reali all’interno del teatro del sogno, ma il sogno rimane per sua natura confinato entro i limiti dell’emanazione umana, impossibilitato a scalare le vette della realtà astrale oggettiva. Comprendere questa architettura dei Campi è la premessa indispensabile per chiunque desideri intraprendere lo studio delle tecniche operative per il vero viaggio astrale. Senza questa mappa concettuale, il viaggiatore rischia di scambiare le proprie ombre per dei, rimanendo prigioniero di uno specchio che riflette solo frammenti della propria psiche. Solo partendo dalla consapevolezza che il Campo Astrale è una terra straniera e reale, abitata da creature sovrane e governata da leggi indipendenti, è possibile sviluppare quei metodi che permettono alla coscienza di sganciarsi dalla zavorra onirica per elevarsi verso l'incontro con l'eterno. Questa introduzione non è dunque solo teorica, ma rappresenta la chiave di volta per passare dalla simulazione alla navigazione reale, preparando lo spirito a operare in una dimensione dove la vita pulsa con una forza che non dipende dal nostro respiro, ma che ci invita a partecipare a un’architettura cosmica immensa, dove l’ordine, la funzione e la bellezza risiedono nella verità oggettiva del Pleroma, lontano dalle nebbie del Kenoma e dalle illusioni del desiderio umano trasformato in immagine onirica.

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