LE SINCRONICITA'


 

Di Fulvio Schiavone


LE SINCRONICITA’


Comprendere il fenomeno della sincronicità significa prima di tutto smettere di guardare il mondo come un insieme di incidenti casuali per iniziare a percepirlo come un dialogo costante tra la nostra anima e la realtà che ci circonda poiché la sincronicità è in sostanza un evento che accade nel campo della nostra esistenza contemporaneamente a un altro ed entrambi risultano avere un significato profondo l'uno per l'altro anche se apparentemente non sembrano collegati da una logica normale. Per entrare nel vivo di questo discorso dobbiamo immaginare che ogni cosa che succede si manifesti su due piani diversi che convivono nello stesso momento ovvero il piano astrale che è fatto di pura energia e intenzione e il piano terreno che è quello della materia solida che tocchiamo con mano ogni giorno e in questo contesto il campo è un unico grande spazio di possibilità ma la sincronicità diventa il segnale che la frequenza del mondo astrale è entrata perfettamente in sintonia con la frequenza della realtà materiale rendendo visibile un legame che normalmente resta invisibile ai nostri sensi. Tuttavia affinché un fatto possa essere definito davvero come una sincronicità significativa non basta che due cose accadano insieme ma serve un terzo elemento fondamentale che è la persona che osserva l'evento e lo riconosce come tale quindi possiamo dire che la sincronicità si compone sempre di tre ingredienti necessari che sono l'evento nel mondo astrale l'evento nel mondo fisico e la partecipazione attiva della coscienza di chi guarda che decide di dare un senso a quel momento. Quando questi tre elementi si allineano sulla stessa lunghezza d'onda si verifica quello che gli scienziati chiamano il collasso della funzione d'onda nel campo universale che potremmo spiegare in modo semplice come il momento esatto in cui tra mille possibilità diverse la realtà decide di prendere una forma precisa e di mostrarsi proprio a noi in quel modo specifico. Un aspetto cruciale da capire è che questo evento deve essere assolutamente acausale il che significa che non deve essere provocato da una sequenza di fatti logici o da un rapporto di causa ed effetto come quando spingiamo una sedia e questa si muove ma deve invece apparire come qualcosa che il meccanismo normale del mondo non potrebbe spiegare in nessun modo razionale perché non c'è nessuna relazione pratica tra i due fatti se non il loro significato interiore. In sintesi è come se una volontà profonda della nostra anima decidesse di far scattare contemporaneamente questi tre elementi per darci un messaggio e proprio per questo la sincronicità è così preziosa perché richiede che la nostra coscienza sia abbastanza sveglia da percepirla nei suoi dettagli più nascosti e sappia leggerla per usarla come una bussola nel cammino della vita. Un fatto molto interessante che dobbiamo considerare è che queste tre componenti ovvero l'intenzione astrale l'evento fisico e l'osservatore non devono per forza trovarsi vicini nello spazio ma possono essere distanti anche migliaia di chilometri perché l'informazione che viaggia nell'universo è non locale e non conosce i limiti della distanza fisica come li intendiamo noi. Però succede qualcosa di strano quando questi elementi sono vicini a noi nella nostra realtà locale perché in questo caso la sintonizzazione richiede uno sforzo molto più sottile e preciso a causa del fatto che la vita di tutti i giorni è piena di quella che possiamo chiamare statica ovvero un rumore di fondo che disturba il segnale e questo rumore è fatto dai pensieri delle altre persone che ci circondano dagli obblighi sociali che ci appesantiscono dalle tradizioni dalla cultura e perfino dalle superstizioni del luogo in cui viviamo senza dimenticare l'effetto dei campi elettromagnetici artificiali che saturano l'ambiente. Tutti questi elementi messi insieme creano una sorta di nebbia che rende difficile il verificarsi del collasso della funzione d'onda e impedisce alla sincronicità di emergere con chiarezza quindi possiamo dedurre che la sincronicità si manifesta davvero solo quando riusciamo a fare una sorta di pulizia interiore ed esteriore permettendo al segnale pulito di arrivare fino a noi senza interferenze. Una volta che impariamo a notare questi fatti dobbiamo però avere una strategia per capire se stiamo davvero vivendo una sincronicità o se ci stiamo solo immaginando le cose e la prima regola fondamentale è quella che possiamo chiamare la regola del tre la quale ci suggerisce che se un evento accade una sola volta può essere un semplice caso se accade due volte in modo simile può essere una coincidenza curiosa ma se accade tre volte e tutte e tre le volte i fatti convergono verso lo stesso significato allora siamo di fronte a una sincronicità attiva. In questo caso è come se l'universo stesse suonando un ritornello musicale per attirare la nostra attenzione e dirci che c'è qualcosa di importante su cui dobbiamo riflettere perché la ripetizione è il modo in cui l'astrale cerca di bucare la nostra distrazione materiale. La seconda strategia per validare quello che ci succede è osservare la nostra risonanza emotiva perché una vera sincronicità non ci lascia mai indifferenti ma scatena dentro di noi una sensazione inequivocabile come una lucidità mentale improvvisa che ci fa vedere le cose sotto una luce nuova o un senso di calore fisico e di esaltazione che ci fa capire immediatamente che sta succedendo qualcosa di superiore. Questi segnali del corpo e della mente sono fondamentali perché rappresentano l'emozione superiore che distingue un fatto banale da un contatto reale con le frequenze dell'universo e ci confermano che siamo sintonizzati correttamente sul canale giusto. Infine la terza prova è quella che riguarda l'incastro simbolico ovvero il fatto che il segnale che riceviamo deve avere un legame quasi magico o spirituale con una scelta che stiamo affrontando o con un problema che ci sta a cuore in quel momento preciso. In questa dinamica l'astrale usa la materia come se fosse uno specchio per riflettere all'esterno quello che abbiamo dentro e per aiutarci a capire quale direzione prendere mostrandoci simboli e situazioni che si incastrano perfettamente con la nostra situazione personale come se fossero i pezzi di un puzzle che finalmente trovano il loro posto. Da tutto questo possiamo dedurre che vivere immersi nelle sincronicità significa trasformare la propria esistenza in un dialogo aperto dove non siamo più vittime degli eventi ma diventiamo collaboratori di un disegno più grande che parla attraverso i fatti quotidiani. La nostra anima ha il potere di influenzare la realtà circostante e di attirare a sé quegli eventi che servono alla nostra evoluzione ma dobbiamo essere noi a fornire l'energia necessaria affinché questo processo si realizzi superando la pigrizia mentale e il rumore della società. Imparare a leggere questi segnali significa anche capire che l'universo è molto più vivo e intelligente di quanto ci hanno insegnato e che esiste una trama invisibile che lega ogni cosa e ogni persona in una rete di significati che aspetta solo di essere scoperta. Quando iniziamo a vivere in questo modo ci accorgiamo che le risposte alle nostre domande arrivano spesso in modi inaspettati attraverso una frase letta per caso un incontro improvviso o un piccolo evento che sembra insignificante per gli altri ma che per noi è un lampo di verità assoluta. Questo modo di stare al mondo ci permette di integrare i due mondi facendoci capire che non c'è separazione tra quello che pensiamo e quello che ci succede fuori e che la nostra responsabilità come osservatori è quella di mantenere alta la qualità della nostra frequenza interiore per poter ricevere segnali sempre più chiari e luminosi. La sincronicità diventa allora un'abitudine felice della mente che ci fa sentire meno soli e più protetti perché ci mostra costantemente che siamo parte di un ordine perfetto dove nulla va perduto e dove ogni coincidenza è in realtà un appuntamento preso dalla nostra anima con la realtà materiale per ricordarci chi siamo e dove stiamo andando. Sviluppare questa capacità di osservazione richiede pazienza e una mente aperta capace di stupirsi ancora di fronte alle piccole magie del quotidiano senza cercare sempre una spiegazione logica che spesso finisce solo per soffocare il mistero. Dobbiamo invece lasciarci guidare da quell'emozione superiore che proviamo quando i pezzi si incastrano perché quella è la vera prova della verità e quel calore che sentiamo è il segno che la nostra anima ha riconosciuto il segnale e lo sta usando per illuminare il passo successivo del nostro cammino. In fondo la sincronicità è il linguaggio del cuore dell'universo che batte all'unisono con il nostro e ogni volta che ne riconosciamo una stiamo rendendo il mondo un posto meno grigio e più vibrante di possibilità infinite poiché stiamo dimostrando che lo spirito può agire sulla materia in ogni istante. Questa consapevolezza ci porta a guardare anche le difficoltà con un occhio diverso cercando di capire quale segnale si nasconde dietro un ostacolo e come possiamo usare quella frequenza per trasformare la nostra realtà in qualcosa di più armonioso e coerente con i nostri desideri più profondi. Vivere così significa non smettere mai di imparare e restare sempre in ascolto di quel ritmo invisibile che governa le stelle e le cellule del nostro corpo ricordandoci che siamo noi gli architetti di questo splendido incastro tra il tempo e l'eternità e che ogni volta che diciamo sì a una sincronicità stiamo dicendo sì alla nostra stessa natura divina che vuole manifestarsi pienamente nel qui e ora della nostra vita terrena. Ogni passo che facciamo in questa direzione ci allontana dalla confusione della statica locale e ci avvicina alla chiarezza del campo universale dove tutto è già presente e dove basta solo sintonizzarsi con amore e attenzione per vedere i miracoli quotidiani trasformarsi in una realtà solida e luminosa che ci accompagna giorno dopo giorno verso la nostra meta finale.

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