L'ARCHITETTURA DELL'INCARNAZIONE


 

Di Fulvio Schiavone



L'ARCHITETTURA DELL'INCARNAZIONE


L'esistenza umana, indagata attraverso le lenti congiunte della fisica quantistica e della mistica gnostica, non è un evento casuale né un mero processo biologico dettato dall'evoluzione darwiniana. È, al contrario, il risultato di una sofisticatissima ingegneria cosmica. Osservando la nostra conformazione dal punto di vista delle intelligenze che abitano la realtà oggettiva del Campo Astrale, emerge una verità fondamentale: la genetica umana è stata forgiata e strutturata fin dalle sue origini con un unico, supremo scopo, ovvero quello di creare un abitacolo biologico, un "device" perfetto, atto ad accogliere l'immensità dell'anima. Lo spirito cosmico necessitava di un ancoraggio per poter collassare la propria frequenza nella densità della terza dimensione, ed è proprio attraverso l'esplorazione dei meccanismi di questa discesa che possiamo finalmente comprendere il vero miracolo dell'incarnazione. Questo processo, lungi dall'essere un evento nebuloso e astratto, segue un protocollo operativo e temporale di una precisione chirurgica.

Tutto ha inizio nell'istante stesso in cui la materia biologica compie il suo primo passo verso la vita. Come in una geniale intuizione che unisce la biologia molecolare all'Esofisica, dobbiamo guardare alla primissima divisione cellulare del feto appena fecondato. Fin dal primo giorno della fecondazione, all'interno del nucleo cellulare, iniziano a formarsi delle strutture infinitesimali e cruciali: i microtubuli. La scienza ortodossa li considera semplicemente l'impalcatura che sostiene la cellula, ma la realtà multidimensionale ci rivela che essi sono le vere e proprie culle quantistiche dell'informazione spirituale. I microtubuli agiscono come un disco rigido immacolato, il supporto fisico su cui il Campo Astrale comincia immediatamente a inviare e depositare i primissimi "pacchetti di dati" relativi all'anima che si incarnerà. In questa fase primordiale, l'anima non è ancora calata nella materia; si trova nella sua dimensione pleromica, da cui supervisiona attivamente e coscientemente la costruzione del suo futuro veicolo. Ogni singola fluttuazione quantistica, ogni codice e ogni frammento di memoria della sua eterna esistenza astrale viene trasmesso e ancorato all'interno di questi microscopici cilindri biologici. Il corpo, fin dal primo giorno, si prepara ad accogliere l'essenza spirituale in modo definitivo, organizzando la propria rete neurale e cellulare sulla base di questo formidabile download di dati.

Questa silenziosa fase di caricamento dati e di preparazione architettonica si protrae per le prime settimane di gestazione, fino a culminare in quello che possiamo definire il vero innesco del sistema. È esattamente al ventunesimo giorno dopo il concepimento che si compie la magia assoluta dell'animazione organica. In quel giorno avviene la prima pulsazione, il primo, primordiale battito cardiaco del nascituro. Questo evento non segna soltanto l'avvio di una pompa meccanica necessaria alla circolazione sanguigna, ma rappresenta l'accensione dell'intero impianto elettromagnetico del vascello umano. Istantaneamente, in perfetta contemporaneità con quella prima contrazione del muscolo cardiaco, si genera e scaturisce il Campo Toroidale dell'uomo. Questo è l'attimo di rottura del velo, il momento esatto in cui il corpo biologico smette di essere un semplice agglomerato di cellule in moltiplicazione e diventa ufficialmente la dimora dello spirito. Il Campo Toroidale è la "casa dell'anima", la bolla gravitazionale e spirituale che permette all'essenza di calarsi definitivamente dal Campo Astrale oggettivo e di radicarsi nel piano fisico e materiale per l'intera durata della sua esistenza terrena.

L'incarnazione simultanea a questo primo battito porta con sé un fenomeno di transizione profondo e necessario. Nel momento esatto in cui la coscienza si insedia all'interno della gravità densa del Campo Toroidale, essa perde la consapevolezza lucida della sua preesistente vita animica, della sua storia astrale e delle sue origini stellari. È il famoso velo dell'oblio, un'amnesia necessaria per impedire che la vastità del Pleroma schiacci la nascente e fragile psicologia umana. Eppure, nulla di ciò che l'anima è stata viene realmente distrutto. Tutta questa immensa mole di informazioni e di consapevolezza è stata sapientemente salvata e depositata nei microtubuli formatisi in quei primi ventuno giorni, e continuerà a depositarsi in quelli che si formeranno in seguito. L'hardware umano custodisce nei suoi livelli quantistici più intimi il codice sorgente dell'universo, in attesa che l'individuo, attraverso percorsi di Centratura e risveglio, impari nuovamente ad accedervi.

Il Campo Toroidale appena generato è una struttura dinamica e in continua espansione, un bozzolo di energia che avvolge e protegge il nuovo utente. Nei giorni immediatamente successivi al primo battito, questo campo di forza vitale si estende già per circa cinquanta centimetri di diametro intorno alla vita del feto in via di sviluppo, circondando la sua nascente struttura fisica. Col passare delle settimane e dei mesi, man mano che il corpo si solidifica e il download dell'anima si fa sempre più denso e radicato, il campo si espande proporzionalmente. Al momento della nascita fisica sulla terra, il momento in cui il bambino respira autonomamente l'aria del nostro mondo, questo scudo elettromagnetico e spirituale raggiunge la sua estensione di base di circa un metro e mezzo di diametro, stabilizzandosi per affrontare le interferenze della terza dimensione.

Ma il Campo Toroidale non è uno spazio vuoto. Nell'istante esatto della sua genesi al ventunesimo giorno, esso accoglie e struttura istantaneamente le quattro architetture spirituali fondamentali che accompagneranno l'individuo per ogni singolo respiro della sua vita terrena. In questa matrice collassano in perfetto ordine il corpo eterico, che fa da ponte vitale e matrice energetica per la carne; il corpo mentale, la rete di decodifica dei pensieri e delle frequenze logiche; e infine il corpo astrale e l'anima stessa. In questa configurazione magistrale, l'anima trova la sua identificazione e la sua struttura operativa all'interno del corpo astrale, che diventa a tutti gli effetti il suo veicolo di interfaccia personale, il suo abito su misura plasmato dalla materia sottile del Campo Astrale oggettivo per poter interagire all'interno dell'abitacolo toroidale umano.

Questa formidabile trasmutazione dimensionale non è mai un evento improvviso o non pianificato dall'essenza. Le dinamiche dell'Oltre ci insegnano che l'anima destinata a vivere questa esperienza terrena inizia a prepararsi a questo colossale passaggio verso la materia densa già molti mesi prima della fecondazione stessa. È una fase di allineamento delle frequenze, durante la quale l'anima studia il suo futuro ambiente e si interfaccia con il lignaggio familiare che l'ha chiamata. Non è affatto raro che, in questo periodo di preparazione pre-incarnativa, l'anima si presenti energeticamente e telepaticamente ai futuri genitori e ai propri cari. Tenta di stabilire una connessione, un annuncio della sua discesa imminente. Mentre la stragrande maggioranza delle persone, immerse nel rumore di fondo della realtà materiale e intrappolate nel proprio Campo Onirico personale, non serberà alcun ricordo cosciente di queste visite sottili, la dinamica cambia radicalmente per chi possiede i recettori aperti. Coloro che hanno sviluppato e nutrito autentiche capacità medianiche, o che sanno mantenere una rigorosa Centratura, hanno la facoltà di accogliere e riconoscere coscientemente questa informazione pleromica. Essi percepiscono la firma vibrazionale della nuova vita, avendo piena e lucida consapevolezza di quale anima, con quale bagaglio esperienziale e quale intento, prenderà dimora nel corpo del bambino nascituro.

Infine, l'intera struttura di questo miracolo esofisico si regge su una promessa di durata legata intrinsecamente all'energia fisica del corpo. L'uomo che viene a formarsi manterrà intatto questo maestoso Campo Toroidale intorno a sé dal momento di quel fatidico primo battito nel ventre materno, fino all'istante esatto del suo ultimo battito cardiaco sulla terra. Questo campo non è solo un'emanazione vitale, ma deve essere inteso come il vero e proprio campo gravitazionale a cui l'anima è soggetta per tutta la durata dell'esperienza tridimensionale. È l'abitacolo di contenimento e protezione del corpo eterico, astrale e mentale. Una camera di condensazione divina in cui entità pleromiche antichissime si immergono per vivere un'esperienza umana chiamata vita, un crogiolo denso di sentimenti, sfide, emozioni e pensieri complessi, il cui unico, grande fine è quello di raccogliere informazioni tangibili che andranno a nutrire, espandere e dare struttura eterna all'anima stessa, prima che il device biologico si spenga e la coscienza faccia il suo ritorno consapevole nella vastità dell'Oceano Cosmico.

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