Anatomia dell’Oltre: La Geometria dei Corpi Sottili
Di Fulvio Schiavone
Anatomia dell’Oltre: La Geometria dei Corpi Sottili
La comprensione della natura multidimensionale dell’essere umano richiede un atto di coraggio intellettuale e spirituale che superi le barriere del visibile, addentrandosi in quella complessa struttura che definisce la fisiologia dell’anima. Quando parliamo di esistenza, commettiamo spesso l'errore di limitare la nostra osservazione al solo corpo fisico, ignorando che esso non è che l'ultima propaggine, la più densa e pesante, di un sistema vibratorio incredibilmente sofisticato. Per addentrarsi nei segreti della percezione sottile, bisogna prima comprendere che la realtà che tocchiamo con mano è filtrata da una rete a maglie strettissime, un tessuto vibrazionale necessario a proteggere la stabilità della mente incarnata. Se queste maglie fossero improvvisamente allargate senza la dovuta preparazione, l'individuo verrebbe travolto da un flusso incessante di informazioni, suoni e visioni provenienti dalle dimensioni dell'oltre, sprofondando in quello che potremmo definire un delirio sensoriale. Questa rete di protezione agisce come un isolante, permettendo alla coscienza di focalizzarsi sull'esperienza terrena senza essere costantemente distratta dalle infinite stratificazioni dell'astrale. Tuttavia, nel percorso di evoluzione, accade che queste maglie inizino a dilatarsi per effetto di una volontà cosciente o di un risveglio interiore, e una volta che il filtro del corpo eterico subisce questa espansione, non è più possibile tornare indietro. È un processo irreversibile, una metamorfosi che trasforma l’individuo da semplice spettatore della materia a ricevitore consapevole di frequenze sottili, segnando l'ingresso in uno stato di consapevolezza che potremmo definire iniziatico.
In questo contesto, la distinzione tra le diverse modalità di percezione diventa fondamentale per chiunque voglia navigare nei regni dello spirito. Spesso si confonde il viaggio astrale propriamente detto, ovvero quell'esperienza in cui la coscienza si distacca completamente dal supporto fisico per muoversi in prima persona in altre dimensioni, con quella che è invece la lettura astrale o la chiaroveggenza. Queste ultime non richiedono un distacco totale, ma si configurano come un download di informazioni attinte direttamente da quello che definiamo il campo cognitivo universale. Immaginate questo campo come un immenso serbatoio di memoria, una biblioteca vivente in cui ogni evento, ogni emozione e ogni vibrazione emessa dagli esseri viventi viene istantaneamente registrata. Accedere a questo archivio non significa necessariamente viaggiare nello spazio, ma sintonizzare la propria antenna interiore sulla giusta frequenza per captare i dati desiderati. Eppure, esiste una differenza sostanziale tra la lettura di uno stato emotivo e la percezione di un pensiero specifico. I sentimenti e le emozioni, infatti, tendono ad aggregarsi in grandi bacini energetici definiti egregore, serbatoi collettivi alimentati dalla vibrazione di milioni di individui. Queste egregore sono facilmente accessibili perché la loro natura è meno protetta, quasi fosse un bene comune a disposizione di chiunque possieda la sensibilità per entrarvi in risonanza. Al contrario, il pensiero individuale è protetto da un sigillo sacro che appartiene all'essenza stessa della persona: il libero arbitrio e l'individualità. Il pensiero è una struttura che l'individuo organizza come entità esistente e separata, rendendolo simile a una cassaforte inviolabile situata all'interno di un magazzino più vasto. Mentre le emozioni fluttuano libere, il pensiero specifico richiede una connessione di frequenza molto più profonda e, soprattutto, un tempo di stratificazione nel campo cognitivo.
Questo tempo di elaborazione è uno dei concetti più difficili da assimilare per chi approccia la metafisica con una mentalità puramente terrena. Sebbene nell'astrale il tempo non esista nella forma lineare che conosciamo, per la nostra struttura mentale ancora legata al supporto biologico, l'informazione richiede un intervallo che può variare da poche ore a qualche giorno per essere correttamente decodificata e resa disponibile alla mente fisica. È come se il campo cognitivo dovesse sedimentare i miliardi di input che riceve costantemente per permettere alla visione remota di focalizzarsi senza interferenze. Chi invece opera da una posizione astrale consolidata, priva dei rallentamenti della rete fisica, può accedere a queste informazioni in modo pressoché istantaneo. Il processo di trasferimento dell'informazione segue un percorso preciso che attraversa i diversi corpi dell'uomo: la percezione nasce nel corpo astrale che "sente", viene organizzata e identificata dal corpo mentale che ne costituisce l'intelligenza ordinatrice, e infine viene trasferita attraverso il corpo eterico fino al cervello fisico e agli organi del linguaggio. Il corpo eterico, in particolare, funge da ponte vitale, essendo la parte più densa e quasi materica dei corpi sottili, quella patina che i più sensibili possono scorgere a occhio nudo sopra la pelle e che scompare poco tempo dopo il trapasso. Senza questo ponte, la comprensione di ciò che si vede nell'oltre rimarrebbe un’intuizione astratta, incapace di tradursi in parola o in azione consapevole.
La sfida più grande per il ricercatore spirituale consiste nell'imparare a distinguere la vera percezione dall'immaginazione. Molti si scoraggiano quando non riescono a identificare dettagli materiali minimi, come il colore di un oggetto o una parola specifica, ma questo accade perché i sensi fisici oppongono una resistenza fortissima. L'immaginazione è un prodotto della mente di superficie che cerca di riempire i vuoti con ciò che ritiene probabile, mentre la percezione autentica arriva con la forza di un'immagine che non abbiamo costruito noi, spesso accompagnata da una sensazione di certezza che non lascia spazio al dubbio. Questa distinzione si affina con la pratica e con lo studio della fisiologia dell'anima, comprendendo che il corpo astrale non è un'esclusiva degli esseri umani. Persino una pietra possiede un corpo astrale, poiché tutto ciò che esiste nel campo è, in ultima analisi, parte del campo stesso. Ogni atomo, ogni particella infinitesimale, nel momento in cui viene generata, acquisisce una sua esistenza astrale. Un solo pensiero, appena emesso, crea istantaneamente una sua forma nel mondo sottile, diventando una creatura energetica con la quale è possibile interagire. Noi siamo figli di un principio creatore e, in quanto tali, creiamo costantemente, non solo attraverso le mani o le opere materiali, ma attraverso la potenza invisibile della nostra intenzione. Ogni nostra vibrazione concorre a nutrire il serbatoio universale, influenzando l'equilibrio delle egregore collettive.
L'evoluzione della coscienza non può essere forzata, ma richiede un lavoro costante di discernimento e di pulizia dei propri canali. Sviluppare queste capacità non serve a compiere giochi di prestigio o a soddisfare la curiosità superficiale, ma è l'unico modo per diventare entità veramente consapevoli e sovrane. Conoscere la struttura dei propri corpi sottili — il corpo fisico che agisce, l'eterico che trasferisce, l'astrale che percepisce e il mentale che ragiona — permette di muoversi nel mondo con una padronanza nuova, capace di aiutare, capire e difendersi dalle influenze esterne. La visione astrale completa permette di ricostruire i passaggi della vita di un individuo non per invasione della sua privacy, ma per comprendere le cause profonde che muovono il suo destino, attingendo a quella verità che non può essere mascherata dalle parole o dalle apparenze terrene. Spesso sopravvalutiamo il viaggio astrale come un'avventura spettacolare, ma la vera grandezza risiede nella capacità di restare presenti a se stessi mentre si naviga tra queste dimensioni, mantenendo i piedi saldi nella materia e la mente aperta allo spirito. Man mano che procediamo su questa strada, ci accorgiamo che i limiti che pensavamo insormontabili non erano che blocchi del ragionamento umano, prigioni costruite da noi stessi per timore dell'ignoto. Superata la paura, la realtà si rivela per ciò che è: un fluire continuo di informazioni e di vita in cui ogni cosa è collegata e nulla va mai perduto. La consapevolezza che stiamo acquisendo è una ricchezza che portiamo con noi oltre la fine del corpo biologico, l'unica vera eredità che lo spirito conserva nel suo lungo viaggio verso l'origine.
.webp)
Fulvio.. è tutto ciò di cui abbiamo parlato che meraviglia. Sara
RispondiEliminaSi è proprio quello per te è molto chiaro questo articolo😁😁😁
Elimina